Recensione di “Trilogia della città di K.” di Agota Kristof

Buongiorno a tutti, carissimi lettori!
Oggi, desidero parlarvi di “Trilogia della città di K.” Di Agota Kristof, edito Einaudi.

trilogia della città di k agota kristofTRAMA

«Tutto ha inizio con due gemelli che una madre disperata è costretta ad affidare alla nonna, lontano da una grande città dove cadono le bombe e manca il cibo. Siamo in un paese dell’Est, ma né l’Ungheria né alcun luogo preciso vengono mai nominati.
Un inizio folgorante che ci immette di colpo nel tempo atroce dell’ultima guerra raccontandolo come una metafora. La nonna è una “vecchia strega” sporca, avara e senza cuore e i due gemelli, indivisibili e intercambiabili quasi avessero un’anima sola, sono due piccoli maghi dalla prodigiosa intelligenza. Intorno a loro ruotano personaggi disegnati con pochi tratti scarni su uno sfondo di fame e di morte. Favola nera dove tutto è reso veloce ed essenziale da una scrittura limpida e asciutta che non lascia spazio alle divagazioni. Un avvenimento tira l’altro come se una mano misteriosa e ricca di sensualità li cavasse fuori dal cilindro di un prestigiatore crudele».

recensione

Non credo di esagerare, quando dico che Trilogia della città di K. è il libro più indefinibile che io abbia mai letto. Ho avuto bisogno di prendermi del tempo, di riflettere e di riorganizzare le idee, prima di scrivere questa recensione. Voglio essere chiara fin da subito e dirvi che, personalmente, non ho apprezzato questa lettura, ma credo anche che, se un libro ti stravolge così tanto, qualcosa vorrà pur dire. Perché sì, sono stravolta, e ho bisogno di parlarne.

“…Le rispondo che cerco di scrivere delle storie vere, ma, a un certo punto, la storia diventa insopportabile proprio per la sua verità e allora sono costretto a cambiarla. Le dico che cerco di raccontare la mia storia, ma che non ci riesco, non ne ho il coraggio, mi fa troppo male.”

bdf19bda2b49129432a945928f5142f7L’enigma che accompagna questo libro si evince già dalla primissima pagina, quando la narrazione inizia con una madre che, disperata, a causa della guerra e delle conseguenti condizioni in cui si ritrova a dover vivere, è costretta ad affidare i suoi due gemelli alla nonna, una donna austera, intrattabile e sgarbata che li mette a lavorare fin dal primo giorno. Ci troviamo in un’Europa dell’Est tragicamente alle prese con la seconda guerra mondiale, in un Paese che non verrà mai menzionato, e seguiamo la storia di personaggi che non hanno nomi: una storia che, nell’arco dei tre capitoli in cui si sviluppa, prende forma e si modella di pari passo con i suoi protagonisti. Una storia estremamente cruda, cruenta che inizialmente ci viene raccontata dalla voce corale e quasi simbiotica dei due fratelli, i quali, nelle pagine successive, ce la presenteranno in modo molto distinto, completandosi e contraddicendosi più volte a vicenda. Un libro ambiguo, che ruota attorno a una moltitudine di argomenti i quali vanno dalla guerra alla solitudine, alla morte e che è sospinto da una forte componente sessuale aspetto che, a più riprese, ho trovato davvero eccessivamente abusato che ci viene descritta dalla più aspra delle penne.

“…Ci sono sempre due letti, dei letti da adulti che i nostri genitori avevano comprato proprio prima della «cosa». Non ho ancora trovato la parola per qualificare quello che ci è successo. Potrei dire dramma, tragedia, catastrofe, ma nella mia testa lo chiamo soltanto la «cosa» per la quale non c’è parola.”

Un libro davvero molto particolare forse fin troppo che non ho pienamente compreso, e che sì, mi ha fatta certamente riflettere, ma che mi lascia con un’infinità di interrogativi ai quali non avrò mai risposta. Non sono stata in grado di apprezzarla come volevo e come avrei creduto e, molto probabilmente, non la affronterò una seconda volta, ma sono comunque tremendamente convinta del fatto che si tratti di una lettura di fronte alla quale rimanere indifferenti è pressoché impossibile: questo libro ti destabilizza, ti fagocita e ti turba nel profondo, e lo fa dalla prima all’ultima pagina. Lentamente, ma inesorabilmente. Senza lasciare scampo.

stars

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SCHEDA

Titolo: Trilogia della città di K.
Autore: Agota Kristof
Prezzo: Euro 13.00
Pagine: 379
Casa Editrice: Einaudi

harry

Vi saluto con la speranze che qualcuno di voi abbia letto questo libro, perché ho seriamente bisogno di confrontarmi a riguardo.
Alla prossima e buone letture, Clarissa

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2 Commenti on "Recensione di “Trilogia della città di K.” di Agota Kristof"

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Virginia Leoni
Ospite

Mi dispiace non l’ho letto, mi ha sempre attirata però. Grazie alla tua recensione e percependo quanto ti ha, non saprei definirlo, catturata (forse?) ho proprio voglia di provare a leggerlo e vedere come fa sentire me
Baci

QuestioneDiLibri
Ospite

Virgi, da un lato sarei molto curiosa di conoscere la tua opinione, ma, dall’altro, personalmente ti direi di non leggerlo, conoscendoti.
Un bacio!

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