PARLIAMONE | Libri usati: La tomba dell’editoria?

Buongiorno a tutti lettori, e buon martedì!
Quello di oggi, sarà un articolo decisamente più chiacchiericcio del solito, dal momento che mi piace sempre potermi confrontare con voi su determinati argomenti che mi stanno particolarmente a cuore.
In particolare, oggi, vorrei parlare di libri usati. O, meglio, vorrei parlare del valore dei libri usati, di ciò che rappresentano, oggigiorno, per un lettore, e della loro posizione rispetto all’editoria italiana.

Tempo fa, mi sono imbattuta in un video su booktube a cui, ancora oggi, non riesco a smettere di pensare. Si parlava di libri usati, ma non nel modo in cui, personalmente, sono abituata a sentirne parlare. Si parlava di quanto, l’usato, danneggi l’editoria italiana odierna. Ma non solo: nel denigrare questa forma di acquisto, si denigrava chiunque, periodicamente, contribuisse a recarvi danno. Perché ostinarsi ad acquistare dieci libri usati al mese, quando potresti comprarne tre in libreria e aiutare il mercato ad andare avanti? Sebbene io, sotto qualche aspetto, possa anche comprendere questo discorso, provo a rispondere alla domanda dal mio punto di vista: nonostante il fatto che, da qualche mese a questa parte, io sia riuscita a trovare un lavoretto che mi assicuri una piccola entrata mensile, sono comunque una studentessa che vive alle spalle dei propri genitori. Amo leggere e amo vivere la mia passione a trecentosessanta gradi: compro tanti libri, spesso più libri di quanti riuscirò a leggerne in quel determinato periodo, ma, tuttavia, non riesco a sentirmi colpa, perché, per me, rappresentano un vero e proprio investimento. Però, i libri, costano. Costano, soprattutto quando sei giovane e stai provando a crearti un futuro. Non tutti possiamo permetterci di entrare in un negozio fisico e uscirne con una decina o più di volumi nuovi di zecca. Ed ecco che entrano in gioco i mercatini dell’usato: non so voi, ma, se non fosse per loro, non so quanto riuscirei a leggere. Lo so, probabilmente, starete pensando che, un problema del genere, nemmeno si pone; dopotutto, se vuoi leggere, c’è sempre la biblioteca, no? Sì, però no. Perché io, i libri, li voglio tenere con me. Voglio esporli in libreria, e voglio godere della libertà, quando ne sento il bisogno, di riprendere in un mano un romanzo che mi è rimasto dentro e annusarlo, sfogliarlo, viverlo di nuovo.

In questo modo, sto danneggiando il mercato editoriale? Sto facendo un torto a chi, letteralmente, vive di libri? Magari sì, ma, la domanda reale, non dovrebbe, forse, essere: cosa ci ha spinti a fare così tanto affidamento sui libri di seconda mano? Cosa ci ha portati a preferire una capatina da Libraccio a un giro dalla Feltrinelli? Forse, prima, mi sono espressa male. Non è che, i libri, costano. Il punto è che costano tanto. Non per tutti, certo. Per i non addetti ai lavori, quindici o venti euro a libro potrebbero non essere nulla. Ma per chi, come me, ne compra in grandi quantità, si fanno sentire. E sì, esistono gli ebook. E sì, quando capita, non disdegno questo formato, ma torniamo sempre allo stesso discorso: mi piace circondarmi dei libri che amo. Allora, che fare? Si ripiega sull’usato, ovviamente. Che poi, a dirla tutta, a me non dispiace per niente. Adoro i mercatini dell’usato, adoro allungare la mano, tirarli fuori dalle loro cassette, rigirarmeli tra le dita e trovare le tracce di coloro i quali, prima di me, li hanno vissuti. Dovrei sentirmi in colpa? Dovrei starmene zitta, mentre assisto alla demonizzazione dei libri di seconda mano? Mi spiace, ma, quando vedo i prezzi che il mondo dell’editoria ci propone, proprio non ci riesco.
E, ora, vado a fare un salto da Libraccio.

Avrei molto altro da dire, a riguardo, ma preferisco fermarmi qua. Mi piacerebbe molto, invece, poter leggere le vostre opinioni, quindi, spero di trovarvi nei commenti. 🙂

Alla prossima e buone letture,

 

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10 Commenti on "PARLIAMONE | Libri usati: La tomba dell’editoria?"

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Rukias
Ospite
La domanda che proponi è molto interessante, penso che la userò anche per fare un post sul mio blog, ovviamente citando il tuo. Penso si possano rispondere in modo molto amplio e anche molto diverso, ma io userò la via sentimentale e personale. Adoro i mercatini dell’usato, praticamente ci vivo. Conosco negozietti ricchi di libri usati, vissuti, che emanano dalle proprie pagine ingiallite un odore di vita e di passione. Ti riporto ciò che un venditore di questi negozietti mi ha detto: “Per me, i libri della libreria, sono solo carta e nient’altro. I libri veri sono questi, quelli che… Leggi il resto »
Amaranth
Ospite
Ciao! Sono dell’idea che attribuire i malesseri dell’editoria al mercato del libro usato sia molto simile ad attribuirli al digitale: è una scusa, una demonizzazione ed è assolutamente semplicistico. Come scrivi tu, è un discorso che nemmeno dovremmo porci. Certo, possiamo dirci che aver speso dei soldi per l’acquisto di un libro nuovo ha, nel suo piccolo, contribuito a far girare l’economia; non sarebbe falso, ma nemmeno così determinante. Al contrario, comprare un libro usato o usufruire del prestito bibliotecario mi permette di continuare a nutrire la mia passione, di scoprire libri che desidero comprare (anche nuovi!) e di risparmiare… Leggi il resto »
SilviaLeggiamo
Ospite

E’ un pensiero che ho avuto anch’io, ormai vado sempre ai mercatini dell’usato dove con 20 euro non torno a casa con un libro ma con 5 e ho pensato… ma se facessero tutti come me?!?!
Però alla fin fine all’editoria contribuisco eccome, soprattutto a quella dei fumetti che usati si trovano raramente. Per i libri sono paziente… aspetto le edizioni economiche e pace!

NotLoved
Ospite
Anche io sono a favore dell’acquisto usato e condivido ogni singola parola di Ink. Anche a me piace avere i libri, alzare lo sguardo e vederli sui miei scaffali – io sono poi una che sottolinea le frasi che più ha amato e logicamente questo non lo posso fare su un libro della biblioteca. E condivido in tutto la questione dei prezzi, che nell’ultimo anno e mezzo si sono alzati di uno sproposito. Se mi attira un titolo della Mondadori ma questo costa 25€, perché non dovrei approfittarne se lo trovo in buone condizioni usato a metà prezzo? Cosa che… Leggi il resto »
The Ink Spell
Ospite
Se l’usato danneggia il mercato, allora le biblioteche cosa fanno? Discorsi di questo genere mi fanno salire il crimine, davvero, perché sono fatti da persone che non devono farsi i conti in tasca un giorno sì e l’altro pure. Con tutto il bene che voglio a Mondadori e tutto l’odio per le edizioni mal tradotte ed editate di Newton, non c’è paragone sui prezzi. Preferirò sempre i due libri nuovi Newton che l’uno di Mondadori che potrei acquistare per la stessa cifra. E quindi che faccio, rinuncio a Mondadori? No, vado in cerca di qualcuno che quel libro lo ha… Leggi il resto »
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