DOMINO LETTERARIO | Recensione di “Vita dopo vita” di Kate Atkinson

Buonasera a tutti, Fedeli Lettori!
Oggi, per la rubrica del Domino Letterario di settembre, arriva la mia recensione di “Vita dopo vita” di Kate Atkinson.

Vita dopo vita
Kate Atkinson

Prezzo: €18.60
Pagine: 521
Casa Editrice: Nord
Dove Acquistarlo: Amazon

In una gelida notte di febbraio del 1910, a Londra nasce una bambina. Il cordone ombelicale è stretto intorno al suo collo, e nessuno riesce a salvarla. In una gelida notte di febbraio del 1910, a Londra nasce una bambina. Il cordone ombelicale è stretto intorno al suo collo, ma il medico di famiglia, giunto proprio all’ultimo istante, lo taglia e permette alla piccola di respirare. Inizia così la vita straordinaria di Ursula Todd, una vita che, nel corso degli anni, verrà spezzata più e più volte, mentre l’umanità si avvia inesorabilmente verso la tragedia della guerra. Vita dopo vita, Ursula troverà la forza di cambiare il proprio destino, quello delle persone che incrocerà e quello del mondo intero?

Il giovedì sera non è mai un giorno facile, per me. È il momento in cui la stanchezza accumulata nelle giornate precedenti si fa più sentire, e il richiamo del weekend è troppo forte per fare qualsiasi cosa che richieda un minimo di concentrazione. Non ho voglia di fare nulla. Non ho voglia di leggere, né, tantomeno, di scrivere. Ma, stavolta, lo faccio. Lo faccio perché, questo libro, se lo merita, qualche piccolo sacrificio. E pensare che non ero nemmeno sicura di volerlo comprare, all’inizio. Quel Vita dopo vita di cui parlavano tutti… non so, non mi convinceva fino in fondo; ogni tanto, mi capita. Stavo quasi per depennarlo dalla lista dei libri da comprare assolutamente quanto prima. Complice un mercatino dell’usato, però, le cose sono andate diversamente. Per fortuna, perché non me lo sarei mai perdonata, se me lo fossi lasciato sfuggire.

“Che accadrebbe se, un giorno o una notte, un demone strisciasse furtivo nella più solitaria delle tue solitudini e ti dicesse: “Questa vita, come tu ora la vivi e l’hai vissuta, dovrai viverla ancora una volta e ancora innumerevoli volte […]?”. Non ti rovesceresti a terra, digrignando i denti e maledicendo il demone che così ha parlato? Oppure hai forse vissuto una volta un attimo immane, in cui questa sarebbe stata la tua risposta: “Tu sei un dio e mai intesi cosa più divina?”

Una pagina, due, tre. Una dopo l’altra, senza sosta. L’ho capito subito, che me ne sarei innamorata, fin da quella prima pagina. Dopotutto, ho un debole, per chi sa scrivere, e Kate Atkinson scrive straordinariamente bene. Ho letto e riletto frasi e parole, più volte; le ho assaporate e le ho fatte mie, le ho sottolineate e, a stento, ho resistito alla tentazione di fare le orecchie alle pagine. Mi sono persa tra le descrizioni, tra quei personaggi che ho visto nascere, crescere, morire e nascere ancora una volta, due, tre. Sempre loro, sempre gli stessi. Un susseguirsi di vite normali, ordinarie, eppure, speciali. E Ursula, la più speciale di tutte, anima inquieta destinata a vivere e rivivere un’esistenza fine a se stessa, circondata da un cast di personaggi impossibili da dimenticare: Sylvie, madre reazionaria e conservatrice; Hugh, padre affezionato e premuroso; i fratelli: Maurice, Pamela, Teddy e Jimmy. Le due domestiche – l’intransigente Mrs Glover, l’indaffarata Bridget – e la spudorata zia Izzie. Undici vite, undici morti, undici rinascite. Una sola Ursula che, nonostante non ricordi le sue vite precedenti, cerca, comunque, di fare scelte diverse, migliori.

“Il tempo è una nostra costruzione mentale, in realtà tutto scorre, non c’è passato né futuro, soltanto il presente.”

Un lavoro dopo l’altro, un uomo dopo l’altro. Il sesso preferito all’amore, un bicchiere di troppo, un matrimonio svilente. Ursula muore e poi rinasce, in modi diversi, ancora e ancora. Cambia direzione, torna sui suoi passi. Vive la guerra, più e più volte, terribile e sfiancante. Non c’è tregua, non c’è un attimo di respiro, ma non servono. Si vuole andare avanti, si vuole sapere, si cerca un perché. E ci si invaghisce terribilmente: dei personaggi, delle ambientazioni, di Kate Atkinson e della sua meravigliosa penna.

 

Alla prossima e buone letture, 

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