Citazioni della settimana #17

Buongiorno a tutti, lettori!
Oggi, arriva un nuovo appuntamento con la rubrica dedicata alle citazioni che più mi hanno colpita. Il libro di oggi è uno dei più belli che abbia mai letto: Rebecca, la prima moglie di Daphne du Maurier. 🙂

“La notte scorsa ho sognato che tornavo a Manderley”
– Rebecca la prima moglie, Daphne du Maurier

“Sapete io… io vorrei che esistesse un’invenzione per imbottigliare i ricordi come profumi e che non svanissero mai nell’aria, in modo da poter stappare la bottiglina ogni volta che lo volessi e poter far rivivere il passato aspirandola.”
– Rebecca la prima moglie, Daphne du Maurier

“Riflettevo che non ero la prima a sprofondarmi in quella poltrona: altri c’era stato prima di me, che per certo aveva lasciato l’impronta della sua persona sui cuscini, sul bracciuolo, là dove avevo posto la mano. Un’altra aveva versato il caffè dalla medesima caffettiera d’argento, aveva recato la tazza alle labbra, s’era curvata sul cane, così come facevo io. Inconsciamente rabbrividii, come se qualcuno avesse aperto la porta dietro di me e una ventata fosse entrata nella stanza. Io sedevo nella poltrona di Rebecca, mi appoggiavo ai cuscini di Rebecca. E il cane che era venuto ad appoggiarmi la testa in grembo così aveva fatto per una vecchia abitudine, e perché ricordava che in passato ella soleva dargli lo zucchero.”
– Rebecca la prima moglie, Daphne du Maurier

“Avrei voluto restare lì seduta, senza parlare, senza dover ascoltare gli altri, riponendo nel cassetto dell’eternità questo momento […]. Maxim e io eravamo seduti qui, mano nella mano, il passato e il futuro non avevano alcuna importanza. La sicurezza stava in questo insignificante frammento di tempo, che lui non avrebbe mai ricordato.”
– Rebecca la prima moglie, Daphne du Maurier

“Non avevo capito nulla e ora mi pareva davvero incredibile. Chissà quanta gente, al mondo, aveva sofferto e continuava a soffrire perché – come me – era incapace di liberarsi dalla propria ragnatela di timidezza e ritrosia e, in preda alla follia e alla cecità, riusciva a costruirsi un muro che impediva di intuire la verità. […] Se avessi fatto un passo avanti, Maxim mi avrebbe raccontato queste cose già quattro, cinque mesi prima.”
– Rebecca la prima moglie, Daphne du Maurier

“Non c’era la luna e il cielo sopra di noi era nero come inchiostro. Ma, all’orizzonte, era attraversato da lampi di porpora simili a schizzi di sangue. E il vento salmastro del mare ci soffiava la cenere in faccia.”
– Rebecca la prima moglie, Daphne du Maurier

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E voi, avete letto “Rebecca, la prima moglie”? Se sì, fatemi sapere cosa ne pensate!
Alla prossima e buone letture, 

 

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