I CALL MYSELF A FEMINIST #2: Calpurnia Virginia Tate

Buongiorno a tutti, carissimi lettori!
Eccoci giunti al secondo appuntamento con I Call Myself A Feminist, la rubrica che unisce due delle mie tematiche preferite in assoluto: femminismo e letteratura. Se vi siete persi il primo episodio (quello in cui vi parlo di Skeeter Phelan, una delle protagoniste di The Help di Kathryn Stockett), ve lo lascio qui. Oggi, invece, l’ospite designata è la piccola Calpurnia Virginia Tate, direttamente da “L’evoluzione di Calpurnia” di Jacqueline Kelly (ve ne ho parlato qui!).

Ci troviamo in Texas nel 1899, e Calpurnia Virginia Tate, nota anche come Callie Vee, è l’unica femmina in mezzo a ben cinque fratelli. Sveglia e di mente veloce, la giovane Calpurnia ha una smodata passione per la natura e per tutto ciò che essa rappresenta. Potrete pensare che, magari, sia ancora un po’ troppo piccola per avere le idee così chiare, ma siete del tutto fuori strada: lei ha sempre saputo che il suo destino è quello di diventare una Naturalista, di passare intere giornate a scoprire, analizzare e assistere alla nascita di nuove specie.

“Era previsto che consegnassi la mia vita a una casa, un marito, dei figli. Ci si aspettava che abbandonassi i miei studi naturalistici, il mio Taccuino, il mio amato fiume. Era questo il perfido scopo di tutto il cucito e la cucina che cercavano di inculcarmi, delle tediose lezioni che avevo disdegnato ed evitato.”

Nonostante il particolare periodo storico in cui si svolge la vicenda, la sua giovane età, e la chiusura mentale di un’epoca alle prese con il primo modello di automobile mai creato, Calpurnia non ha la minima intenzione di piegarsi alle convenzioni sociali che la vorrebbero diversa da com’è, a quei taciti accordi non scritti secondo i quali dovrebbe appendere il suo fedele taccuino al chiodo regalo dell’adorato fratello maggiore, Harry e prepararsi a indossare grembiule e guanti da forno per il resto della sua vita. Perché dovrebbe rinunciare alla sua passione più grande per rinchiudersi in casa e non fare altro che cucinare e pulire dalla mattina alla sera? Non che ci sia nulla di male, pensa Callie Vee, ma perché l’unico scopo della vita dovrebbe essere questo? E, soprattutto, perché i suoi cinque fratelli vengono trattati in modo così palesemente diverso? Perché, da loro, non ci si aspettano le medesime cose che ci si aspettano da lei?

“A me non piaceva parlare di modelli e di ricette, e versare il tè in salotto. Questo mi rendeva egoista? Mi rendeva diversa?”

Tra tutto quello che offre questa meravigliosa lettura, ciò che più mi ha colpita del personaggio di Calpurnia oltre alle sue idee chiaramente femministe, ma, questo, si sa è il fatto che, nonostante sia così giovane, sia comunque animata da una sana curiosità che la distingue da chiunque la circondi; che la porta a farsi una serie di domande, che la porta a mettere in discussione più di una dottrina del suo tempo, a chiedersi il perché di determinate situazioni. Calpurnia non chiude gli occhi di fronte alle ingiustizie. Al contrario, si fa sentire, tanto che, a una certo punto della sua seppur giovane vita, arriverà ad affermare che, se avesse avuto voce in capitolo, non avrebbe avuto nemmeno l’ombra di un dubbio, in proposito: avrebbe scelto di nascere del sesso opposto. Questo romanzo, che è un vero e proprio manifesto inteso a esternare il ruolo femminile agli albori del ventesimo secolo, è, a mio parere, una lettura imprescindibile per tutti.

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La canzone che ho deciso di abbinare a L’evoluzione di Calpurnia di Jacqueline Kelly, non può non essere Flawless di Beyoncé ft. Chimamanda Ngozi Adichie. Buon ascolto. 🙂

Spero davvero che il secondo appuntamento con I Call Myself a Feminist, rubrica a cui tengo tantissimo, vi sia piaciuto. Sentitevi liberi di farmi conoscere le vostre impressioni. 🙂
Alla prossima e buone letture, 

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4 Commenti on "I CALL MYSELF A FEMINIST #2: Calpurnia Virginia Tate"

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Lucrezia Gaiman Ugolini
Ospite
Lucrezia Gaiman Ugolini

Veramente un bel post! L’ho letto tutto d’un fiato! Adoro “L’evoluzione di Calpurnia”, è veramente geniale, se dovessi avere dei figli sarebbe uno dei must che vorrei leggessero!

QuestioneDiLibri
Ospite

Ti ringrazio, sono contenta ti sia piaciuto! 🙂
Hai letto anche il seguito?
Sono del tuo stesso parere, se avrò mai dei figli, vorrei davvero che lo leggessero!

Anonymous
Ospite

No, purtroppo non ho mai letto il seguito! Però voglio recuperarlo presto 😀

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