BlogTour – RICORDI D’INCHIOSTRO | Stephen King

Buongiorno a tutti, carissimi lettori!
Dopo Panorami d’Inchiostro (se non sapete di cosa sto parlando, cliccate qui), stamattina, arriva Ricordi d’Inchiostro, secondo blogtour sempre in collaborazione con il meraviglioso gruppo di blogger precedente. Oggi, però, invece di parlarvi di un’ambientazione, vi parlo di un autore. E chi altri, se non Stephen King? 🙂

Stephen Edwin King nasce a Portland il 21 settembre 1947, nel Maine, lo Stato in cui è ambientata gran parte della sua bibliografia. Suo padre, David Spansky, che solo in seguito modificò il suo nome in Donald Edwin King, era un impiegato alla Electrolux, mentre sua madre, Nellie Ruth Pillsbury King, era una casalinga. Suo fratello maggiore, David Victor, venne adottato quasi due anni prima della sua nascita. La vita del futuro Re dell’orrore inizia subito in salita, quando, nel 1949, suo padre, dopo essere uscito per una delle sue solite passeggiate, decide di non far più ritorno a casa, abbandonando moglie e figli. Il difficile rapporto padrefiglio, a causa di questo evento che segnerà profondamente la vita dell’autore americano, è riscontrabile in numerose delle sue opere come Shining, It, Cujo, Christine e Dolores Claiborne. Come se non fosse abbastanza, però, un altro evento traumatico sta per bussare alla sua porta: all’età di quattro anni, mentre il piccolo Stephen e un suo amichetto sono impegnati a giocare vicino a una ferrovia, quest’ultimo cade sulle rotaie e viene travolto da un treno. Stephen, totalmente sconvolto e incapace di ricordare qualsiasi cosa circa l’accaduto, torna a casa e si chiude in un ostinato silenzio. Solo successivamente, la famiglia verrà a conoscenza della tragedia.

Nel 1966, una volta ottenuto il diploma, si iscrive all’università del Maine per studiare letteratura inglese. Per oltre due anni, curerà una rubrica per il giornale universitario, The Maine Campus, intitolata King’s Garbage Truck (il camion dell’immondizia di King). Per riuscire ad affrontare le spese, King sarà costretto a lavorare sia durante l’anno scolastico, sia durante l’estate. In questo periodo, intraprenderà una lunga serie di lavori, tra cui portinaio, addetto alla pompa a gas e dipendente in una lavanderia industriale. Nel frattempo, tra i 16 e i 22 anni, non perde tempo e scrive ben quattro romanzi, i quali, però, non saranno pubblicati. Successivamente, nella calda estate del 1969, gli occhi di Stephen King incrociano quelli di Tabitha Jane Sprouse, giovane poetessa e laureanda in storia. I due si sposeranno a Old Town appena due anni dopo. Nel 1970, anno in cui nasce la primogenita della coppia, Naomi King, Stephen inizia a scrivere L’uomo in fuga. Mentre, nel 1972, dopo la nascita del suo secondo figlio, Joseph Hillstrom, inizia un periodo molto difficile per la neo famiglia, costretta ad affrontare problemi economici e di salute, legati alla dipendenza dall’alcool dello stesso King.

Nonostante i precedenti tentativi falliti, nel 1974, Stephen King raggiunge finalmente il successo, grazie alla pubblicazione di Carrie. Il merito, come affermato più volte dall’autore, fu di sua moglie Tabitha, la quale, fu letteralmente costretta a raccogliere il manoscritto dalla spazzatura e obbligare King a inviarlo alla casa editrice Doubleday (grazie, Tabitha, ti voglio bene). Successivamente, nel 1975 e nel 1977, vengono pubblicati rispettivamente Le notti di Salem e Shining. Nel giro di qualche anno, Stephen King passa da modesto insegnate di inglese a milionario.

Dopo un periodo di calma (ritrovato successivamente alla morte della madre e a una nuova dipendenza da alcool e cocaina), nell’estate del 1999, intorno alle 4 del pomeriggio del 19 giugno, durante una delle sue abituali passeggiate di sei chilometri, viene travolto da un minivan. Alla guida c’è il quarantaduenne Bryan Smith, il quale procurerà allo scrittore non pochi danni: un polmone perforato, gamba destra fratturata, colonna vertebrale lesa in otto punti, quattro costole spezzate e lacerazione del cuoio capelluto. Da quel momento in poi, dopo sette operazioni chirurgiche e una lunga convalescenza, il Re non riuscirà più a lavorare ininterrottamente per quattro ore filate ogni mattina e scrivere 2500 parole al giorno, come d’abitudine. In ogni caso, in più di un’intervista, Stephen King ha affermato di scrivere tutti i giorni (grazie al Cielo, aggiungerei!).

1. A partire dal 1992, Stephen King suona la chitarra ritmica nella rock band, formata da soli scrittori, “Rock Bottom Remainders”.

2. Dopo la pubblicazione di Cujo, uno dei suoi libri più famosi, King ha affermato che durante la sua stesura i suoi livelli di dipendenza da droghe erano così alti, che non ricorda di averlo scritto.

3. Soffre di triscaidecafobia, la paura morbosa e irragionevole del numero tredici.

4. Una volta, durante un’intervista, disse che Jack Torrance, il protagonista di Shining, è il suo personaggio più autobiografico.

5. Le notti di Salem, inizialmente, sarebbe dovuto essere pubblicato con il titolo “Second Coming”, ma sua moglie Tabitha lo fermò in tempo e gli disse che sembrava il titolo di un romanzo erotico di serie B (ancora una volta, grazie Tabitha!).

Cosa ve ne pare? Sapevate già qualcosa su Stephen King?
Fatemi sapere!
Alla prossima e buone letture, 

 

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6 Commenti on "BlogTour – RICORDI D’INCHIOSTRO | Stephen King"

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Antonella
Ospite

Bella tappa! Ma io non ho mai letto King. Non mi ispira proprio 😀

Christy
Ospite

Complimenti per la tua tappa 😀 io sono una grande fan di King e ho letto parecchi suoi libri, uno più bello dell’altro! Però il mio preferito rimane “Il miglio verde”, un capolavoro *-*

Amaranth
Ospite

Come accennavo nello scorso post, King per me è tutto da scoprire. Sono decisa a leggere i suoi romanzi. Se iniziassi da IT? Mi consiglieresti altro?
p.s. Naturalmente non conoscevo alcun dettaglio della sua vita, a eccezione della band. Sua moglie mi sta già simpatica ^^

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